L'energia vitale e lo shiatsu

 a cura di Laura Giori

 

Lo Shiatsu è un intervento manuale rivitalizzante e distensivo che consiste in un trattamento di pressioni lungo i percorsi virtuali che collegano le opposte polarità del corpo. Tali percorsi sono costantemente attraversati da un movimento vibratorio simile a leggerissima corrente elettrica, attivo nel mantenimento dell' energia fisica e della forza vitale.

 

Questo movimento vibratorio, ancora poco noto per quanto riguarda origini, qualità e possibilità di utilizzo in terapia medica, viene denominato con l'antico termine Cinese"Qi".

 

Gli antichi Cinesi appresero l'arte di riequilibrare il flusso del Qi con interventi mirati su alcuni punti dei suoi percorsi virtuali attraverso l'Agopuntura. Lo studio strategico dei punti da stimolare si basava sui rapporti e gli influssi reciproci tra 5 fondamentali forze che compongono il movimento stesso simili per analogia ai 5 fondamentali costituenti della natura: il Fuoco, la Terra, il Metallo, l'Acqua e il Legno.

 

In una situazione ottimale di equilibrio energetico le cariche vibratorie di questi 5 "elementi" si armonizzano in maniera omogenea in tutto il corpo scorrendo lungo le linee profonde (Meridiani Principali) e superficiali (Meridiani Tendinomuscolari). Sono state inoltre individuate altre linee difensive della rete energetica (i Meridiani Secondari e Straordinari) che in caso di blocchi sui Meridiani Principali permettono contatti abbreviati tra la parte alta e la parte bassa del corpo, tra la parte destra e la parte sinistra, e fanno comunicare la profondità con l'esterno.

 

Lo Shiatsu si propone di ripristinare l'apertura di questi percorsi con pressioni digitali senza utilizzare gli aghi. gli sblocchi possono essere indotti in due modi, l'uno comunemente usato per "tonificare il vuoto", l'altro usato ad integrazione o in alternativa al primo che opera per "drenare il pieno". Concetti questi del "pieno" e del "vuoto', riferiti alla presenza o assenza di forza vitale "Qi". Lo Shiatsu tradizionale tonifica con pressioni ritmiche

e perpendicolari i percorsi profondi (Meridiani Principali) risvegliando la corrente vitale.

 

Lo Shiatsu drenante invece opera pressioni a forza graduata soprattutto lungo i canali difensivi (Meridiani, Secondari e Straordiari). In questo modo si sposta direttamente il "pieno" e lo si accompagna con le pressioni lungo i canali difensivi secondari verso il grande canale difensivo centrale che ridistribuisce le energie destinate a restare all'interno del corpo e scarica la tensione eliminandola dagli orifizi corporei.

 

LO SHIATSU DRENANTE

 

Mentre lo Shiatsu tradizionale può essere definito di risveglio, questa forma alternativa può essere definita di drenaggio (Shiatsu drenante o drenaggio energetico pressopunturale).

 

Lo Shiatsu drenante può essere utilizzato dall'operatore ad integrazione dello Shiatsu di risveglio quando riscontra blocchi che le pressioni lungo i canali principali profondi non smuovono. In questi casi l'ostruzione si può trovare sui canali difensivi: essi seguono linee differenti dalle prime e percorrono il corpo dalla profondità verso la superficie confluendo sul canale centrale che termina alle aperture corporee. I canali difensivi di cui parliamo non sono disposti in senso longitudinale come i Meridiani Principali, ma in direzione leggermente trasversale o decisamente orizzontale.

 

La corrente del Qi, chiaramente percepibile per coloro che affinano con l'esercizio la sensibilità tattile, è anche parzialmente manipolabile: quando infatti l'operatore avverte il punto di maggiore accumulo, tra la sua mano e questa carica vibratoria si crea una bipolarità tale per cui la mano è in grado di spostare il flusso lasciandosi semplicemente guidare dall'attrazione che i punti in carenza energetica operano sulla pienezza del Qi. Dapprima vengono raggiunte queste zone carenti, poi l'eccesso di energia vitale si scarica sull'apertura, corporea più vicina (principalmente bocca, occhi ed estremità delle mani per l'alto, genitali, ano ed estremità dei piedi per il basso). Possiamo configurarci questo fenomeno come il flusso delle acque di un fiume che riesce a spostare massi che fermano il suo cammino e ad aprirsi la strada interrotta verso il fiume principale e poi verso il mare. L’acqua torna a riempire il tracciato rimasto vuoto spostando gli ostacoli frapposti e termina alla foce. Durante il drenaggio le pressioni e le digitopunture dell'operatore sono l'aiuto meccanico che sblocca le interruzioni del flusso, cioè sposta (drena) le pienezze vibratorie. Tali pienezze raggiungono naturalmente i punti in carenza che richiamano il flusso (cosi come nell'immagine del fiume avvallamenti e buche ricevono per forza di gravità gli ammassi sassosi spostati); l'apertura corporea alla quale giunge il flusso in pienezza si può configurare come la foce del fiume.

 

Il numero delle sedute di Shiatsu drenante per giungere ad un discreto riequilibrio può variare da una a quattro quando le tensioni sono superficiali e da otto a dodici quando le tensioni sono profonde e richiedono la continuazione del lavoro. Se si tratta di importanti somatizzazioni su base psichica o di patologie che hanno modificato anche la struttura fisica (es.: ernie al disco, artrosi avanzate, accumuli di cellulite), i trattamenti comportano almeno due cicli di dodoci sedute, con intervalli di riposo in cui mente e corpo hanno il tempo di riappropriarsi dei nuovi assestamenti energetici.

 

NOTE TECNICHE SULLO SHIATSU  DRENANTE

 

Il processo di drenaggio avviene in due fasi: nella prima il flusso in pienezza si sposta sui Meridiani difensivi secondari (i vasi "Lo" dell'Agopuntura Cinese) per raggiungere il canale centrale collettore di tutte le forze difensive, il"Vasogovernatore". Questo importante canale permette sia l'uscita delle tensioni lungo le sue diramazioni superficiali che conducono alle aperture, sia il riassorbimento e la distribuzione delle energie interne provenienti dalle pienezze sbloccate. Tale riequilibrio rivitalizza l'organismo soltanto in maniera generale e per sommi capi ma è sufficiente a ridonare una sensazione di benessere e riappropriazione corporea. Nella seconda fase del drenaggio il complesso energetico difensivo attraversa canali difensivi più profondi, detti Meridiani Straordinari che sfociano sul canale collettore centrale proprio nei punti raggiunti anche dai Meridiani Principali. Si tratta di importantissimi crocevia posti su tre differenti percorsi: due Difensivi (il Meridiano Straordinario che proviene dal profondo e la diramazione superficiale del Vasogovernatore che raggiunge l'orifizio corporeo) e uno Principale, (il Meridiano Principale in contatto con l'Organo accoppiato).

 

Con l'avanzare del drenaggio il flusso vibratorio sblocca a tratti i Meridiani Straordinari, con priorità diverse secondo le necessità individuali per raggiungere i crocevia. Da questi punti le tensioni difensive annidate più in profondo sono depistate verso le uscite corporee e le energie destinate all'interno confluiscono sui Meridiani Principali arrivando agli organi carenti. Quando il drenaggio sblocca tutta la lunghezza dei Meridiani Straordinari, si congiungono completamente i collegamenti alto-basso, destra-sinistra, davanti-dietro, profondo-superficie e il corpo torna ad avere il massimo delle potenzialità difensive. Una volta liberati i meridiani Straordinari la natura riattiva i meccanismi difensivi che utilizza spontaneamente per scacciare le tensioni nocive. A questo punto i Meridiani Principali profondi si possono riaprire e la persona si ricarica delle proprie energie per il passaggio diffuso della corrente vitale.

 

Durante il trattamento di drenaggio è sempre l'attrazione polarizzata che guida la mano dell'operatore insieme alla pienezza delle cariche verso l'una o l'altra direzione, non la sua volontà. Gli elementi che possono essere nocivi all'interno del corpo sono fortemente richiamati verso i poli che corrispondono agli orifìzi di uscita e l'imput che la mano dell’operatore riceve verso l'una o l'altra strada è una specie di "gravitazione" che per prima cosa elimina alle uscite corporee le ten sioni nocive penetrate dall'esterno e quelle difensive in eccesso. Il drenaggio segue itinerari individuali che né l'operatore né il paziente possono preordinare; questi itinerari snidano per primi i blocchi apparentemente non riconducibili al disturbo in atto, ma in realtà collegati ad esso. Qualche volta gli sblocchi

fanno riemergere anche se per brevissima durata sintomi scomparsi da tempo liberando l'organismo da ostruzioni che lo legano a traumi e a malattie del passato.

 

I DISTURBI CHE MIGLIORANO CON LO SHIATSU E L'INTERPRETAZIONE PSICOSOMATICA

 

Dolori tendinei e muscolari anche su base artrosica, problemi della circolazione o del ritmo cardiaco, disfunzioni intestinali, gastriche, epatobiliari o genitali, emicranie tensive e in generale i disturbi che non hanno già provocato alterazioni nella struttura corporea migliorano sensibilmente e si possono risolvere del tutto con i trattamenti Shiatsu. Le cause dei disturbi possono essere fatiche, malposizioni o errori alimentari, ma spesso si tratta di squilibri corporei di origine psichica, cioè stress o disarinonie nei sentimenti.

 

La Medicina Tradizionale Cinese afferma che quando si presenta un disturbo in una parte del corpo c'è un'alterazione nella corrente del Qi, cioé una sua squilibrata disposizione, e si può curare con l'Agopuntura, l'Erboristica, il Micromassaggio o lo Shiatsu.

 

Per quanto riguarda le somatizzazioni, in accordo con l'interpretazione psicosomatica, la Medicina Tradizionale Cinese da molta importanza ai sentimenti nella predisposizione alla malattia riconducendola ad una primaria sofferenza della persona nei rapporti col mondo. Spesso i condizionamenti emotivi che impediscono la piena espressione di sé provocano come conseguenza il blocco di una tensione che non si scarica e rimanendo all'interno del corpo porta disarmonie nella disposizione generale del Qi e disturbi fisici.

 

La malattia (in questo caso si parla di cause endogene, cioè originate all'interno della persona) nascerebbe dunque come modificazione patologica della corrente vibratoria, nel senso che alcune zone vengono private di energia vitale mentre altre si caricano eccessivamente; solo in un secondo tempo

 

e se la situazione non rientra nella normalità anche il corpo degenera nella malattia vera e propria.

 

Sbloccare le tensioni e riportare le cariche del Qi nelle zone di pertinenza riaprendo il circuito equilibrato del flusso vitale significa sciogliere il nodo psicosomatico finalizzato a comunicare un messaggio profondo riguardo al rapporto con la vita. Emergere così anche il disagio nascosto che ha originato il disturbo. E' interessante notare come la profonda sapienza della natura fa sì che le zone compromesse indichino in maniera simbolica in quale settore della relazione la persona si potrebbe modificare per vivere nel benessere psicofisico. Il cambiamento positivo indotto dal riequilibrio porta spesso il soggetto ad attivare un processo spontaneo di correzione' e l'allineamento in un più armonico rapporto con la realtà, presupposto fondamentale per il benessere.

 

Laura Giori