STORIA - EVOLUZIONE DELLA TEORIA DEI MERIDIANI

 

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L'EVOLUZIONE DELLA TEORIA DEI MERIDIANI
(tratto da Medicina Cinese - La radice i fiori -Aut.G.Boschi)

Da quanto si può desumere dai testi di Mawangdui, la teoria dei meridiani era ancora in fase di elaborazione durante il periodo degli 'Stati Combattenti’. Tra i reperti venuti alla luce, come abbiamo visto, ci sono testi appartenenti ad epoche diverse. I due testi medici, intitolati dagli archeologi .” Libro della moxa secondo gli undici canali del piede e del braccio"  (Zubi Shiyimai Jiujing) e " Libro della moxa secondo gli undici canali Yin-Yang" (Yin Yang ShiyiMai Jiujing) sono i testi più antichi sinora conosciuti in cui si parlí di meridiani e di moxibustione.

Secondo la commissione di archeologi  che ne curò l'edizione, questi due testi e il capitolo decimo del Neijing Lingshu (intitolato "canali e meridiani") sono rappresentativi delle tre tappe fondamentali del processo di evoluzione della teoria dei meridiani.

 

Nel "libro della moxa" secondo gli undici canali del piede e del braccio, per indicare i canali non si usi il carattere 'Mai' ma il carattere 'Wen' che significa 'riscaldare' (o 'tiepido'). Di questo uso del carattere 'Wen' non c'è traccia in opere successive. Un dato ancora più interessante è che tutti i meridiani, diversamente dalla concezione moderna, sono centripeti, ossia partono dalle estremità' del corpo per confluire verso il suo interno. Si considerano sei canali del piede e cinque canali 'della mano' per un totale di undici meridiani bilaterali.

 

Nel " Libro della moxa secondo gli undici canali Yin'-Yang," i meridiani non vengono suddivisi secondo 'mano' e 'piede'; quelli Yang 'della mano' hanno nomi topografici: il Taiyang della mano è chiamato meridiano della spalla, lo Shaoyang meridiano dell'orecchio, lo Yangming meridiano dei denti. Due meridiani (il "canale della spalla" e il Taiyin della mano) sono centrifughi (partono dal tronco per dirigersi verso le dita della mano); gli altri restano centripeti.

 

Questi elementi fanno supporre che un notevole lasso di tempo separi questi testi dal Neijing Lingshu, dove la classificazione dei verso dei meridiani risulta molto più complessa (centrifughi i meridiani Yin della mano e Yang del piede; centripeti i meridiani Yang della mano e Yin del piede). Inoltre solo nel Neijing compare il dodicesimo canale, quello dello Jueyin della mano (pericardio o mastro del cuore).

 

In tutta coerenza con la natura compilativa dei testi cinesi, nel X cap. del Lingshu è dato discernere alcuni frammenti più antichi inglobati nel testo. Il capitolo si apre infatti con una classificazione 'moderna' dei dodici meridiani, subito seguita da un brano in cui i meridiani considerati sono undici (senza il mastro del cuore); inoltre, non sempre la sfera governata dal meridiano rispetta le corrispondenze sistematiche di base; ad esempio il livello 'tendini'non è governato, come ci si aspetterebbe, dal Jueyin del piede (fegato) o dallo Shaoyang del piede (cistifellea), bensì dal Taiyang del piede. Come spesso avviene, nella compilazione di questo capitolo è stato dunque incluso un brano eteronimo e probabilmente più antico, quello che Keegan definisce un 'fossile'.

 

In linea generale si sarebbe portati a credere che dall'epoca di redazione dei testi di Mawangdui alla stesura dei capitoli relativi nel Lingshu la teoria dei meridiani si sia evoluta; da una parte con l'aggiunta del dodicesimo meridiano (lo Jueyin della mano), dall'altra con il bilanciamento simmetrico dei flussi centripeti e centrifughi. Tuttavia, il progresso della concezione dei meridiani non risulta nei fatti così lineare. Innanzitutto, per quanto riguarda il numero, bisogna considerare quei brani, che considerata l'elaborazione dei dati cosmologici risultano relativamente tardi, nei quali però il numero dei meridiani resta di undici (o meglio di ventidue poiché essi sono bilaterali). E' il caso, ad esempio, del capitolo  41 del Lingshu, nel quale i dieci meridiani della mano sono fatti corrispondere ai dieci ' tronchi celesti ' e i dodici meridiani del piede ai dodici ' rami terrestri '. Altrove emerge una sorta di fusione tra il meridiano del pericardio e quello del cuore, poiché quest'ultimo non veniva punto per paura di disperdere lo Shen. Le affezioni del cuore venivano curate trattando il pericardio.

 

·        L’Imperatore Giallo chiese: Lo Shaoyin [della mano] è l'unico a non avere agopunti; come mai? -Bo Gao rispose: - Lo Shaoyin è il meridiano del cuore; il cuore è il grande reggente dei cinque Zang e dei sei Fu. E' la dimora dello Shen (primordiale). Se lo si custodisce fermo e solido, i patogeni non possono installarvisi. Se vi si installano e il cuore viene leso, lo Shen lo abbandona e ciò vuol dire morte. Perciò i patogeni del cuore sono localizzati tutti nel pericardio, il pericardio corrisponde al meridiano del mastro del cuore. Per questo [lo Shaoyin della mano]. è il solo a non avere agopunti.

 

Un'altra questione che meriterebbe maggiore attenzione, anche da parte degli studiosi cinesi, concerne il verso di circolazione dei meridiani: accettando l'interpretazione ' evoluzionistica ' ci aspetteremmo di ritrovare la simmetria centrifuga- centripeta nei testi posteriori al Neijing. Invece, considerando ad esempio la sezione relativa all'agopuntura del Qianjing Yaofang, attribuito al celeberrimo medico Sun Simiao (581-682), vediamo che tutti i punti dei diversi meridiani sono sempre elencati dalle estremità del corpo verso l'intemo, cioè considerando sempre il verso centripeto del meridiano, proprio come accade nei testi più antichi di Mawangdui. Anche nel Neijing vi è un'apparente contraddizione nell'ordine dei punti 'Shu  antichi'.

Questi punti sono in numero di cinque per ogni meridiano (in corrispondenza con le cinque fasi), e si trovano sempre compresi nel tratto tra i gomiti o le ginocchia e le estremità delle dita.

 

L’uomo ha cinque organi, i cinque organi hanno cinque trasformazioni. Le cinque trasformazioni corrispondono a cinque punti Shu; cinque per cinque fanno un totale di venticinque punti Shu che corrispondono alle stagioni.

 

I cinque organi Zang hanno cinque Shu: cinque per cinque venticinque Shu; i sei Fu hanno sei Shu: sei per sei trentasei Shu.

 

I cinque Shu sono:

 

Punti ' pozzo ' (Jing ); localizzati all'estremità delle dita, associati alla fase legno nei meridiani Ying e alla fase metallo nei meridiani Yang

 

- Punti ' sorgente ' ( Ying ); localizzati nella zona metacarpale o metatarsale distale, associati alla fase fuoco nei meridiani Yin e alla fase acqua nei meridiani Yang.

 

- Punti ' trasporto ' (Shu ); localizzati nella zona metacarpale o metatarsale prossimale, associati alla fase terra nei meridiani Yin e alla fase legno nei meridiani Yang.

 

- Punti ' passaggio ' ( Jing  ); localizzati presso le articolazioni del polso o della caviglia, associati alla fase metallo nei meridiani Yin e alla fase fuoco nei meridiani Yang.

 

- Punti ' unione ' ( He ) localizzati presso le articolazioni del gomito e del ginocchio, associati alla fase acqua nei meridiani Yin e alla fase terra nei meridiani Yang.

 

A questi vanno aggiunti dei punti ' origine ' (Yuan), che nei meridiani Yin corrispondono ai punti ' trasporto ' Shu, mentre nei meridiani Yang sono localizzati tra i punti Shu e i punti Yang e vengono quindi conteggiati a parte (portando il totale degli Shu dei meridiani Yang a trentasei).

 

Sia l'ordine con cui vengono descritti questi punti, sia la sequenza di generazione relativa alle fasi suggeriscono un flusso centripeto tanto per i meridiani Yin (legno, fuoco, terra, metallo, acqua) quanto per i meridiani Yang (metallo, acqua, legno, fuoco, terra). Nel Qianjing Yaofang viene reso ancora più esplicito il fatto che tutti i punti alle estremità delle dita - dei meridiani Yin come dei meridiani Yang - sono i punti di partenza del flusso del Qi:

 

Per quanto riguarda l'insieme dei punti, s'intende per 'pozzo' quello dove inizia, per 'sorgente' quello dove scorre, per 'trasporto' quello dove si riversa, per 'origine' quello dove attraversa, per 'passaggio' quello dove procede, per 'unione' quello dove penetra [all'interno]. In primavera scegliere i ‘sorgente', in estate i 'trasporto', alla fine dell'estate i 'passaggio', in autunno gli 'unione', in inverno i 'pozzo'.

 

 

L’alternanza tra verso centrifugo e centripeto dei meridiani non esclude necessariamente la concezione che li vuole tutti centripeti; la prima fa probabilmente riferimento al circuito chiuso del sistema che regola i ritmi circadiani interni, nel quale necessariamente dove finisce un meridiano Yin ne inizia uno Yang; la seconda attiene alla possibilità di acquisire Qi - Yin o Yang - dall'ambiente e si colloca nel contesto delle ' pratiche di lungavita ' da cui probabilmente deriva la teoria dei meridiani. Per questo motivo è inesatto considerare superata la concezione centripeta dei meridiani.