MEDICINA
TRADIZIONALE CINESE
 

Agopuntura e moxibustione
Tuina - manipolazioni e massaggio
Terapie fisiche
Fitoterapia
Uso degli estratti e dei preparati
Dietologia
Gli esercizi psicofisici

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Origine e storia

L’origine della medicina tradizionale cinese si perde nella notte dei tempi. Prova ne è che la maggior parte degli studiosi è attualmente d'accordo sul fatto che essa sia nata e si sia sviluppata come agopuntura nel neolitico, epoca storica tra l’8000 e il 3000 a.C. in cui la società cinese era organizzata in comunità tribali; solo in seguito sono nate la farmacologia e l'erboristeria.

Da un punto di vista concettuale il Confucianesimo, il Buddismo e il Taoismo hanno costituito fin dai primordi il terreno di crescita di questa medicina; l’humus è rappresentato dalle concezioni di base che vedono l'uomo come parte integrante del cosmo e alla pratica di una continua e attenta osservazione della natura attraverso l'uso del metodo analogico-allegorico.

Personaggi mitici e leggendari, imperatori come Fuxi (famoso per avere inventato la scrittura e le prime leggi) Shennong (per l’erboristeria e l’agricoltura) e Huangdi (da cui discende la razza cinese Han) sono figure di riferimento anche per la storia antica di questa medicina. Fuxi è l’inventore degli otto trigrammi, che costituivano originariamente un metodo divinatorio divenuto poi concezione integrante della teoria della medicina tradizionale cinese, mentre alcuni testi affermano che Huangdi, il leggendario Imperatore Giallo - a cui si fa risalire l'origine dell’agopuntura - volle inventare nove tipi di aghi e perfezionò le tecniche dell’ago di pietra e le tecniche della moxibustione.

Secondo le testimonianze di molti testi di medicina scritti tra il V sec. a.C. e il I sec. d.C., gli strumenti primitivi di agopuntura erano realizzati in pietra ed erano chiamati "pietre Bian". Di quest’ultime ne sono state scoperte risalenti al neolitico negli scavi archeologici del distretto Duolun della Mongolia interna e in quelli della contea di Ri Zhao nella provincia dello Shandong.

La storia della medicina tradizionale cinese è segnata da tappe successive, scandite dalla successione delle dinastie, che contrassegnano i differenti periodi storici e mettono a punto, in modo sempre più approfondito e dettagliato, le teorie di base.

La parte più vitale della teoria dell’agopuntura è stata messa a punto oltre 2.000 anni fa. Infatti il Huangdi Neijing, libro classico di medicina dell’Imperatore Giallo scritto in nome di Huangdi e risalente al periodo degli Stati Combattenti (475-221 a.C.), è un'opera sulla teoria della medicina tradizionale cinese unica nel suo genere. Né deve meravigliarci il fatto che alla fine del periodo dei Tre Regni (25-280 d.C.) il famoso medico Hua Tuo, pioniere dell'anestesia chirurgica con farmaci a base di erbe, conoscesse perfettamente il principio diagnostico che permette di stabilire un trattamento diversificato per ciascun malato e il modo di condurre la terapia con agopuntura per esaltare l'effetto curativo del trattamento stesso, princìpi convalidati dalla ricerca scientifica moderna.

Con l'avvento del XIX sec., dopo migliaia di anni di acquisizioni e di perfezionamenti teorici e pratici, l’agopuntura fu screditata e misconosciuta ma rimase viva a livello popolare.

Nel 1949, con la nascita della Nuova Cina, rinasce l’agopuntura e la moxibustione. Negli ultimi 50 anni la Cina ha infatti rivolto un ampio dispiego di uomini e mezzi alla rivalutazione dell’agopuntura. Ha creato un Ministero per la medicina tradizionale cinese, ha promulgato una legislazione ad hoc che impone pari dignità a questa e alla medicina moderna, ha dato vita a oltre 70 Istituti di ricerca che svolgono un'ampia ricerca documentaria, sperimentale e clinica e che hanno posto le basi per una didattica che viene svolta a livello universitario, ha consolidato sul territorio nazionale la presenza di oltre 1.200 ospedali di medicina tradizionale cinese e ha varato un programma per il quale ogni ospedale di medicina moderna deve avere un reparto di medicina tradizionale cinese.

E’ la Cina, del resto, che ha fondato nel 1987 la World Federation Acupuncture-Moxibustion Societies (WFAS), la più importante federazione mondiale delle associazioni di agopuntura, nata per promuovere lo scambio tra gli operatori di tutto il mondo, per promuovere la ricerca scientifica in agopuntura e per fare divenire l’agopuntura parte integrante della medicina moderna.

Concezioni e teorie di base

La medicina tradizionale cinese è una diretta derivazione di una scienza antichissima con proprie concezioni del mondo, dell’uomo, e dei loro rapporti. Un suo detto famoso sentenzia: "l'uomo sta tra Cielo e Terra", e ciò sottolinea chiaramente che l’uomo è saldamente interconnesso e in stretta dipendenza con l’universo.

L’organismo umano risponde quindi alle stesse leggi ed è composto degli stessi elementi dell’universo, essendo un microcosmo nel macrocosmo. Per la concezione tradizionale cinese, nell’universo tutto è qi. Il termine, di per sé intraducibile, solo in parte può essere reso dalla dizione energia vitale o meglio energia e materia allo stato infinitesimale, in quanto esso connota certamente gli aspetti immateriali, ma anche quelli materiali presenti nell’universo. La materia stessa non è quindi altro che una manifestazione particolare del qi, ed ogni tipo di materia, da quella inanimata a quella vivente nelle sue varie forme, uomo compreso, è un aspetto particolare più o meno complesso, di quella manifestazione.

Per quanto riguarda l’uomo, nell’ambito dell’interesse della medicina, esso esiste più precisamente in quanto è il contenitore di alcuni qi specifici: sono infatti questi che mantengono l’organismo e lo conservano sano ed integro quando sono presenti in quantità normali, ma la condizione fondamentale per conservare la salute é che essi siano in equilibrio tra loro e che circolino correttamente.

Infatti, secondo la teoria dei Cinque Elementi, i qi specifici dell’essere umano sono conservati, amministrati, fatti circolare e mantenuti in equilibrio da cinque entità morfofunzionali identificate dai cinque organi-principali, che a loro volta rispondono direttamente ai suddetti qi. Gli organi-principali vengono chiamati organi-zang e sono: il cuore, i polmoni, la milza, il fegato, i reni, intesi come orbis e non come entità anatomiche. Infatti, ogni organo identifica un insieme di funzioni complesse e parti del corpo, cosicché l’organismo nella sua interezza risulta compreso in cinque porzioni distinte, aventi tra loro ben definiti rapporti. Ognuno di questi organi-zang dotati di specifici qi comanda e produce una porzione dell'organismo (ad esempio un tessuto come ossa, muscoli, pelle, ecc...), controlla un organo di senso (udito, vista, gusto, tatto e odorato) ed è sede di uno stato d'animo (collera, paura, tristezza, ecc...). Questi differenti qi affiorano alla superficie del corpo in vie ben determinate che fanno capo a dei punti che sono come degli incroci o sorgenti. Sono i punti dell’agopuntura sui quali si può intervenire per modificare in bene o in male i qi stessi, lo stato degli organi e la condizione dell'organismo.

Questo è dunque il corpo umano secondo la medicina tradizionale cinese, un corpo completo in sé, in grado di riscaldarsi da solo, di muoversi, di modificare se stesso.

All’esterno del corpo esistono poi degli altri qi che possono essere utilizzati dal corpo stesso o dai quali l’organismo deve difendersi; questi qi, presenti con maggiore o minore intensità a seconda della stagione o della zona che si considera (mare, montagna, collina, ecc...) sono simboleggiati dai termini: vento, calore, fuoco, umidità, siccità, freddo.

Un altro strumento di diagnosi della medicina tradizionale cinese è costituito dall’esame dei battiti arteriosi laddove si manifestano, come ad esempio lateralmente al collo, posteriormente al malleolo del piede o al polso radiale, ecc... Palpando infatti zone ben definite del corpo, ponendo molta attenzione alla tipologia e alle caratteristiche delle pulsazioni e considerando questo dato insieme con gli altri sintomi del malato, si può riuscire a prevedere oltre che a diagnosticare le alterazioni patologiche che sono appena all'inizio o che addirittura non hanno ancora manifestato all’esterno i loro sintomi.

Ancora una volta l’uomo è visto nel suo insieme e un qualsiasi disturbo, in qualsiasi parte del corpo sia presente, non può che coinvolgere tutte le componenti di esso. L’organismo ha infatti un suo equilibrio e nel momento in cui in un qualsiasi punto si verifica uno squilibrio questo sarà avvertito con maggiore o minore intensità in ogni parte del corpo e in tutte le sue componenti.

La manifestazione di malattia nasce nel momento in cui i qi del corpo sono in deficit o i qi patogeni sono in eccesso, oppure quando il loro libero fluire viene ostacolato nelle vie che essi devono percorrere. La funzione del medico è dunque quella di correggere il deficit e l’eccesso in modo da far circolare correttamente il qi e il sangue con l’intervento degli aghi, di un massaggio, di un’erba.

Le branche terapeutiche

La medicina tradizionale cinese è un corpus medico organico e completo in sé che comprende molte tecniche terapeutiche. La più conosciuta nel mondo è l'agopuntura, ma essa non è la più importante. In Cina, prima dell’agopuntura, viene data molta importanza alla farmacopea tradizionale e alla fitoterapia; ci sono poi le tecniche di massaggio, il qigong, la dietologia, le terapie fisiche comprensive anche dell’ortopedia tradizionale. Il campo della medicina tradizionale cinese è vasto ma va sottolineato che se le tecniche sono molteplici e diverse, la teoria di base è invece unica.

Agopuntura e moxibustione

L’agopuntura e la moxibustione sono procedure importanti usate per prevenire e trattare le malattie mediante la stimolazione di zone estremamente circoscritte della superficie cutanea, chiamate agopunti.

L’agopuntura e la moxibustione sono due metodi terapeutici distinti ma impiegati spesso congiuntamente nella pratica clinica. In particolare, l’agopuntura consiste nell’infissione di aghi metallici filiformi in corrispondenza degli agopunti; la moxibustione consiste invece nell’applicazione di calore - prodotto dalla combustione della lana di moxa - sugli agopunti. La lana di moxa è un materiale che si ricava dalla manipolazione delle foglie di Artemisia vulgaris, una pianta erbacea annua che cresce allo stato selvatico nella maggior parte dei Paesi del mondo.

L’agopuntura e la moxibustione, chiamate più brevemente agomoxibustione (zhenjiu), rappresentano una branca particolare ed importante della medicina tradizionale cinese, ricca di un’ampia serie di tecniche di manipolazione e di un gran numero di conoscenze in campo clinico. Grazie alla vasta gamma di indicazioni ed all'assenza di effetti collaterali, esse hanno acquisito un'importanza sempre maggiore in diversi Paesi divenendo parte integrante della medicina mondiale.

Il numero degli agopunti utilizzati in un trattamento è variabile a seconda della malattia da affrontare e della condizione del malato. La durata di un singolo trattamento varia tra i 15 e i 20 minuti; in particolari patologie è necessario tenere a lungo gli aghi in sito anche per 1-2 ore e, in questo caso, gli aghi vengono periodicamente stimolati con opportune manualità.

Esistono sulla superficie del corpo circa 5.000 agopunti, di 2.000 dei quali si conosce l'effetto. E’ da notare che fin dall’antichità sono state messe a punto delle mappe che indicano dettagliatamente la localizzazione degli agopunti.

L’agopuntura si effettua anche su differenti microsistemi, capaci di influenzare l’attività di tutto l'organismo, consensualmente all’assioma "il tutto è in ogni parte, ogni parte è nel tutto": esistono l’auricolopuntura (per l’orecchio), la scalpopuntura (per il cuoio capelluto), la podopuntura (per il piede), la rinopuntura (per il naso), l’oculopuntura (per le zone circostanti dell’occhio).

Tuina - manipolazioni e massaggio

Non si può dire di conoscere la medicina tradizionale cinese se non se ne prende in considerazione questa sua branca importantissima. Anche nel caso del massaggio siamo in presenza di una tecnica completa, fondata sulla teoria di base della medicina tradizionale cinese, che si sviluppa in un'articolata metodologia terapeutica in grado di trattare le più svariate malattie.

Il massaggio, oltre a poter sostituire l’agopuntura, ha i suoi precisi campi di applicazione e una sua originale metodica di applicazione. E’ da sottolineare che lo shiatsu è una derivazione semplificata e molto alterata del massaggio tradizionale cinese, il quale - oltre ad utilizzare una gamma più ampia di manualità - ha una struttura teorica diagnostica ben definita, che permette di indirizzare il trattamento alle specifiche necessità di ciascun malato.

Una tecnica che frequentemente viene associata al massaggio è invece la coppettazione: essa prevede l’uso di ventose che si applicano sugli agopunti.

Terapie fisiche

In questo ambito vi sono esperienze molto interessanti, alcune delle quali a volte rivoluzionano concezioni terapeutiche ormai diventate dogmi in Occidente. E’ il caso dei trattamenti in ortopedia.

Un aspetto assai interessante a questo proposito è dato dalla tecnica dell’immobilizzazione parziale nelle fratture alternata alla mobilizzazione, con la conseguente eliminazione di ingessature, tiraggi, corsetti, lunghissime degenze. Con questa tecnica è possibile non solo eliminare tutte le conseguenze derivanti dalla immobilizzazione forzata ma ottenere anche una remissione corretta del danno traumatico.

Fitoterapia

Fin dal periodo degli Stati Combattenti (475 - 221 a.C.) la medicina a base di piante medicinali iniziò a svilupparsi come branca indipendente della scienza medica cinese. Con il passare del tempo furono scoperte erbe medicinali in numero sempre maggiore e crebbe l’esperienza nell’utilizzarle contro la malattia.

Fino ad oggi in Cina sono state catalogate più di 5.000 varietà di piante medicinali. Si sono individuati e descritti molti trattamenti, sia per le malattie comuni che per le patologie più complicate, alcuni dei quali più efficaci di quelli ottenibili con i farmaci della medicina occidentale. Sono stati stabiliti protocolli contro la malaria. le cardiopatie coronariche, la bronchite cronica, le ustioni, l’ipertensione, la gravidanza extrauterina ed anche per alcuni tipi di cancro. Aggiornamenti e ampliamenti vengono periodicamente apportati alla materia medica delle piante più usate.

E’ da sottolineare che in Italia esiste un modico uso di piante medicinali cinesi, che attraverso costose e lunghe procedure dovrebbero essere registrate come farmaci. La prescrizione di tali prodotti richiede molta attenzione e prudenza in quanto se non è perfettamente indicata, può causare problemi al paziente.

Uso degli estratti e dei preparati

La medicina tradizionale cinese fa largo uso di estratti preparati in polvere o in pillole, di tonici, di prodotti preziosi come ad esempio il wuchaseng o il ginseng e di prodotti reperibili anche in Italia, preparati sempre con metodi artigianali.

I preparati della farmacologia tradizionale sono molto apprezzati e diffusi in tutto l’Oriente. Tra i preparati abbiamo quelli semplici - come ad esempio la Salvia Miltiorrhiza (famosa per l'efficacia in caso di infarto acuto del miocardio e per le cardiopatie coronariche) - ed i composti in cui prendono posto molti componenti dei tre regni della natura, in maggior parte di quello vegetale. E’ da notare che prodotti molto diffusi come il ginseng hanno indicazioni precise e non possono essere usati indiscriminatamente. Il ginseng è certamente un ottimo tonico ma ha delle vere e proprie controindicazioni e va prescritto solo nei pazienti che insieme ai sintomi di debolezza presentano un ben definito quadro patologico. Attualmente, in campo farmaceutico, è in atto in Cina una cooperazione italo-cinese per la ricerca sui principi attivi delle piante medicinali cinesi.

Dietologia

La dietologia in Cina ha origini molto antiche e la sua relativa sistematizzazione le fa occupare un posto di rilievo nella medicina tradizionale cinese. La sua utilizzazione è naturalmente molto vasta, sia in funzione preventiva che nel trattamento delle varie affezioni.

Ogni alimento viene classificato in base a precise categorie che ne determinano l’azione terapeutica: sapore, colore, qi particolare che esso contiene.

Anche oggi i cinesi attribuiscono una grande importanza all’alimentazione e vengono praticate quasi integre le antiche tradizioni. Viene posta particolare attenzione e cura alla qualità del cibo, alla sua preparazione, agli svariati modi e tempi di cottura: costante è infatti la preoccupazione di creare una proporzione ideale tra i sapori di base e i vari aromi. Estremamente importanti sono i cibi e le bevande a speciale azione tonica, come la carne di serpente, di tartaruga, di cane, alcune qualità di thè, ecc...

Gli esercizi psicofisici

Un posto speciale nella medicina tradizionale cinese è occupato dagli esercizi psicofisici. Questi particolari esercizi si dividono essenzialmente in tre branche: il Taijiquan, il Qigong e il Wushu.

Tutte queste pratiche, provenienti dalla stessa matrice (e le cui componenti principali sono il movimento del corpo, il controllo dell’attenzione e della respirazione, una particolare postura), si differenziano tra di loro soltanto per la maggiore o minore incidenza di uno di questi elementi rispetto agli altri. Infatti generalmente nel Wushu predomina il movimento, nel Taiji la postura e nel Qigong la respirazione e l'attenzione.

Secoli di pratica hanno testimoniato l'importanza delle ginnastiche terapeutiche nella salvaguardia della salute e nella prevenzione delle malattie; per questo la Cina è stata una delle prime nazioni ad inserire gli esercizi fisici nei protocolli terapeutici e nei programmi di prevenzione sanitaria. Oggi questa specialità è entrata definitivamente a far parte degli esercizi fisici terapeutici utilizzati nella pratica clinica, mentre un’ampia documentazione ha dimostrato con dati oggettivi l’efficacia della sua azione non soltanto come ginnastica riabilitativa ma anche come ginnastica che esplica un’azione su alcuni apparati del corpo umano, su alcuni sistemi e su alcune funzioni.

Gli esercizi fisici permettono il miglioramento del tono muscolare e dell’elasticità delle articolazioni, il rafforzamento del sistema nervoso e l’attivazione del sistema immunitario, il miglioramento delle funzioni di apparati come quello respiratorio, cardio circolatorio, digerente, osteo-articolare.

E’ ormai ampiamente confermato il ruolo di questi esercizi nel rallentare significativamente il processo di invecchiamento. Rilevazioni dei parametri sul metabolismo hanno mostrato effetti significativi su lipidi, proteine, sali di calcio, fosforo, potassio, ecc. E’ una curiosità il fatto che alcuni di questi esercizi sono specifici per massaggiatori e fisioterapisti di cui rafforzano sia la costituzione corporea che le prestazioni dell'esercizio professionale. Ma la cosa singolare è che esistono esercizi che permettono di recuperare le energie spese dai terapisti nel corso dei trattamenti di massaggio.

La medicina tradizionale cinese come presidio sanitario

Abbiamo già accennato a come il concetto di fondo caratteristico di questa medicina sia la concezione dell'organismo umano come un tutto integrale. Questo significa che i vari tessuti, organi, apparati, sistemi e funzioni dell’organismo umano sono costantemente in relazione stretta tra di loro, collegati gli uni con gli altri, e che tale relazione e tali collegamenti sono ben definiti e perfettamente descritti.

Per la medicina tradizionale cinese ogni malattia è l'espressione della lotta fra un fattore patogeno che attacca l’organismo (sia esso di natura climatica, infettiva, alimentare, emotiva, ecc...) e la capacità di reazione e di opposizione messa in atto da questo, che opera come un tutto integrale. Se la capacità reattiva è valida, la malattia avrà sintomi acuti ma di breve durata (ad esempio una febbre alta che si esaurisce in tempo breve); se invece essa è scarsa e debole, la malattia si presenterà con sintomi meno appariscenti ma più insidiosi e che si protraggono a lungo nel tempo (ad esempio febbricole ricorrenti o broncopolmoniti con febbri basse, come avviene negli anziani debilitati).

Per quanto riguarda le possibilità terapeutiche, è di particolare rilievo il fatto che la medicina tradizionale cinese non sopprima solo i sintomi ma migliori anche le funzioni dell’organismo e incida positivamente sul decorso delle malattie croniche, avviando un processo di regressione vera e propria della malattia.

La possibilità di incidere sulla reversibilità della maggior parte delle malattie, e non solo sui loro sintomi, è una specifica caratteristica della medicina tradizionale cinese. Ma l’aspetto più peculiare di essa è rappresentato dal fatto che non esistono le malattie ma i malati.Questo naturalmente non significa che non esistano dei quadri patologici ben definiti, come ad esempio la gastrite o la periartrite della spalla, ma piuttosto che ogni malattia si manifesta con specifiche caratteristiche in ogni malato e che proprio la conoscenza di questa specificità individuale permette di trattare a fondo la malattia.

Infine, un altro aspetto importante della medicina tradizionale cinese è dato dall’assenza di effetti collaterali. Tutte le varie tecniche terapeutiche di cui si compone hanno la caratteristica di non essere invasive, cruente ed aggressive. Tutte mirano a ripristinare e proteggere le capacità difensive dell'organismo.

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