FITOTERAPIA
la cura con l’uso delle piante. Questa può essere fatta in vari modi. Con decotti, tisane, estratti ecc. Affronteremo più in là queste metodiche. Per ora tratteremo solo tinture madri (T.M.), ossia, prodotti già pronti e standardizzati che possono essere acquistati e usati direttamente dal paziente senza ulteriori preparazione. Si tratta di prodotti ottenuti secondo le regole della tecnica di fabbricazione del codex della farmacopea ufficiale Francese, nella rubrica "preparazioni omeopatiche" facendo macerare la pianta, solitamente fresca, in alcool. Raramente, per piante particolari, è consentito partire dalla pianta secca. Questo rende ragione del fatto che sulle confezioni delle tinture madri si possa trovare la scritta "prodotto omeopatico". In realtà tali non sono. Si tratta di "fitoterapici". Questo implica che possono essere prescritti senza tutte le regole e la complessità di una prescrizione omeopatica vera ma sulla semplice base della patologia o, più in generale, del disturbo che vogliamo alleviare o guarire. La salvia per i disturbi del ciclo femminile, l’aesculus per problemi di circolazione venosa e così via.
Il prodotto finito che si ottiene contiene una percentuale di alcool, solitamente il 40%. La tossicità, legata all’alcool è praticamente assente visto la quantità minima che ne viene somministrata! Lo stesso non si può dire per la sostanza di base. Se tutti mangiamo da sempre il tarassaco con piacere e soddisfazione, non dobbiamo dimenticare che in natura esistono anche piante tossiche e velenose come la cicuta, utilizzata in passato anche come "veleno giudiziario", (Socrate non ne ha trovato un gran vantaggio per la sua salute) l’aconito, la belladonna e così via.
Fortunatamente, i preparati a base di piante tossiche o non si trovano più in commercio o devono essere dispensati solo in farmacia dietro presentazione di ricetta medica.
Queste piante, un tempo, venivano usate in terapia ma, vista la loro pericolosità e la disponibilità di prodotti atossici o molto meno tossici per lo stesso problema, sono state praticamente abbandonate.
Attualmente, la terapia medica allopatica, è ricca di sostanze ricavate dalle piante, ma ne usa il principio attivo purificato. Un esempio che vale per tutti, ed è forse quello più antico della digitale, usata per alcune patologie cardache. Ebbene, così come esistono vari studi che dimostrano l’efficacia del principio attivo, altri ne esistono che dimostrano come l’utilizzo della pianta totale possa essere da preferire per la presenza, nel preparato finale, anche di altre sostanze che modulano positivamente il principio attivo fondamentale dando, in ultima analisi, risultato terapeutico migliore, più dolce, più profondo.