Esperienza
sul miglioramento dello stato di forma di un gruppo di soggetti
PREMESSA
Considerando
la sempre maggiore diffusione delle discipline sportive anche a livelli non
agonistici, sì è pensato di verificare la possibilità che la pratica
quotidiani del QI
Gong sia in grado di determinare un miglioramento globale dello stato
di forma in soggetti clinicamente sani, di età compresa tra i 30 e 50 anni,
di entrambi i sessi e prati canti una stessa disciplina a livello amatoriale.
Per
realizzare questo progetto sono stati scelti 15 soggetti (10 maschi e 5
femmine) corrispondenti alle condizioni sopracitate; la disciplina
praticata è lo sci alpino e i 15 volontari aderiscono ad una associazione che
organizza uscite mensili e una settimana bianca annuale.
Al
termine della settimana bianca 1998 sono stati quantificati per ciascun
soggetto i seguenti parametri: la durata dell’attività motoria sulle
piste durante la seconda parte della giornata (dopo l’intervallo del pranzo)
compresi i tempi di attesa agli impianti di risalita; utilizzando il metodo
analogico visivo, la sensazione di
dolore e tensione muscolare alle gambe; con lo stesso metodo, la sensazione
soggettiva della condizione fisica; infine il numero complessivo delle
giornate di lavoro perse per malattia nel periodo 1997-1998.
Tra
la settimana bianca 1998 e quella del 1999 (effettuate nello stesso periodo e
nella stessa località) i volontari
hanno appreso alcuni semplici esercizi di Qi
Gong, praticandoli quotidianamente per circa 15 minuti.
Al
termine della settimana bianca 1999, sono stati valutati gli stessi parametri
(per quanto riguarda il numero complessivo delle giornate di lavoro perse per
malattia si è tenuto conto del periodo 1998-1999) nei 12 soggetti che hanno
con-cluso la sperimentazione: ci sono stati infatti tre «ritiri», una donna
di 45 anni è stata sottoposta ad
intervento chirurgico di colecistectomia, un uomo di 35 anni ha abbandonato a
seguito di un’incidente stradale che non gli ha permesso la pratica del
programma ed un terzo soggetto ha rinunciato. in quanto non poteva garantire
una sufficiente continuità nella pratica quotidiana degli esercizi.
I
risultati evidenziano miglioramento dei parametri presi in esame.
Questo
studio, pur non avendo valore statistico, fa emergere dati indicativi che potranno essere
ulteriormente approfonditi con mezzi e metodi più precisi.
DESCRIZIONE DEL PROGRAMMA DI ESERCIZI
La
pratica delle ginnastiche mediche cinesi prevede oltre che l’apprendimento
di alcune «sequenze» di esercizi anche la preventiva esecuzione di forme
motorie dette di «preparazione»; in ogni caso risultano fondamentali la
coordinazione movimento-respirazione e quella respirazione-concentrazione
psichica (con questo termine si intende la capacità del soggetto di seguire
mentalmente il flusso energetico durante le escursioni respiratorie ed i
movimenti meccanici).
Il
programma scelto prevedeva una fase di apprendimento (due incontri alla
settimana per un mese) e, contemporaneamente, la pratica personale per almeno
15 min. al dì per un anno.
Nella
fase di apprendimento sono stati insegna
ti
i seguenti esercizi:
•
controllo della postura e della respirazione;
•
apertura - chiusura;
•
esercizi preparatori (oscillazione delle braccia e percussione dei
punti shu-mu)
•
massaggio dei meridiani;
•
le tre camminate.
Controllo
della postura e della respirazione
L’obiettivo
del controllo della postura è duplice: assumere una posizione adeguata
all’efficace esecuzione dei vari esercizi e mantenere un tono muscolare
minimo che permetta un buon flusso di energia e sangue.
Per
l’esecuzione del programma si è scelta la «postura eretta naturale con
mani incrociate sul Dantian: i
piedi, divaricati sulla stessa linea delle spalle, convergono lievemente verso
l’interno; le ginocchia sono in leggera flessione; la cintura pel- vica è
orizzontale; schiena e testa sono erette (il mento leggermente rientrato) e si
immagina che il capo sia appeso ad un filo teso tra il cielo ed il punto Bainui
la bocca è chiusa e la lingua appoggia al palato; le spalle rilassate
consentono una leg gera apertura alle ascelle e le braccia cadono naturalmente
ai lati del corpo con i gomiti rilassati; le mani, incrociate e sovrapposte,
si appoggiano alla regione ombelico-pubica, Dantian (i maschi terranno la dx. sopra la sin., viceversa le
femmine).
Una
volta ottenuto il controllo della postura si passa al controllo della
respirazione e, nel nostro caso, è stata scelta la respirazione addominale «con
i talloni» (respirazione tallonare delle arti marziali interne).
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Espirando si contraggono contemporanea mente addome e perineo; in questa
fase il baricentro si sposta verso i talloni.
Inspirando, l’addome si rilassa e la lingua si appoggia al palato
superiore in modo che il qi puro possa penetrare liberamente nel corpo e
scendere al Dantian; in questa fase
il baricentro si sposta in avanti.
Vantaggi della respirazione addominale con i talloni:
•
Il
rene ha la sua apertura alle orecchie ed agli orifizi del basso (ano ed uretra
= 2 Yin del basso); la contrazione addomino-perineale è
un’esercizio utile ai 2 Yin del basso e serve a trattare e prevenire le loro malattie (la loro con
trazione tonifica l’energia renale).
• Quando
si sposta il peso sui talloni, i punti jing distali dei tre canali yin si
rilassano e ciò favorisce la salita del qi lungo questi canali; se i canali
sono scorrevoli vengono rafforzate anche le funzioni degli organi
corrispondenti (Fegato, Milza e Rene) e la loro energia (qi yin) viene più
facilmente utilizzata per nutrire il sangue.
• Quando
si sposta il peso in avanti (rilassando l’addome, inspirando e appoggiando
la lingua al palato superiore) il qi puro del cielo viene con dotto in basso
dai tre canali yang che sono «alleggeriti» e stimolati dal fatto che i
talloni non ricevono più tutto il peso del corpo.
• La
respirazione tallonare favorisce i movimenti di salita dello yin e di discesa
dello yang.
• La
respirazione addominale fa accrescere le escursioni «alto-basso» del
diaframma garantendo il massaggio dei visceri addominali (particolarmente
utile per la stipsi) e l’incremento della circolazione all’interno del
torace (utile al cuore).
Apertura - chiusura
— Tale
procedura va eseguita all’inizio ed al termine di ciascun esercizio e, dopo
aver attuato il controllo della postura e della respirazione, per permettere
il libero fluire del qi nei 12 meridiani e riconduce l’energia del corpo al
Dantian.
Esercizi preparatori
• L’oscillazione
antero posteriore delle braccia
consiste in due movimenti: antepulsione con la
superficie palmare rivolta in basso, a braccia parallele, entrambi gli arti
vengono portati in avanti ed in alto sino all’altezza del viso; si procede
poi alla retropulsione, sempre a braccia parallele e superficie palmare
rivolta in alto. La respirazione addominale prevede una inspirazione
sollevando le braccia in avanti ed un’espirazione quando gli arti vengono
spinti posteriormente.
L’esercizio
stimola la circolazione deI qi lungo i meridiani degli arti superiori e al
cingolo sca polare determinando, a seconda della velocità con cui è
praticato, un’accelerazione della cir
colazione energetica
in tutto il corpo grazie all’adeguata coordinazione con la respirazione
addominale.
La percussione dei punti shu e mu si svolge
percuotendo, con la mano chiusa a pugno,
alcuni punti situati
sulla superficie anteriore del corpo (punti mu)
e sulla superficie
posteriore (punti shu).
L’esercizio inizia
percuotendo con la mano destra la regione sottoombelicale e,
contemporaneamente con la sinistra si percuote sul dorso il passaggio
lombo-sacrale; quindi si effettua lo stesso movimento sui medesimi punti
percuotendo la zona anteriore col pugno sinistro e la posteriore col destro.
La coordinazione col respiro implica tre o quattro percussioni per ogni
inspirazione e altrettante all’espirazione (sempre respirazione addominale).
Si procede così dal basso in alto percuotendo nell’ordine la regione
sottoombelicale e lombo-sacrale (punti mu
e shu degli organi
genito-urinari); la regione ombelicale e la zona lombare all’altezza di L5
(intestino); i fianchi anteriormente e la regione lombare a livello di L2
(reni); il diaframma anteriormente (agli angoli costo-frenici) e la regione
dorsale a livello di D7 (diaframma); il cuore anteriormente e la regione
dorsale all’altezza di D5 (cuore); il polmone in corrispondenza degli apici
(fossa sovraclaveare) e posteriormente le vertebre dorsali a livello di D3
(polmone).
Mentre gli effetti
dell’esercizio, precedente erano indirizzati all'accelerazione della
circolazione del qi
nei meridiani, la percussione dei punti shu
e mu implica una buona stimolazione della circolazione in profondità
a livello degli organi e dei visceri (i punti mu e Shu sono direttamente
collegati agli zhang /fu stimolandone rispettivamente le polarità yin e yang).
Massaggio dei meridiani
Si pratica un’automassaggio
lungo il percorso dei meridiani principali a livello degli arti superiori,
inferiori e del tronco. La direzione del massaggio è consensuale rispetto
alla circolazione energetica dei meridiani:
• dal torace alla mano per i tre yin dell’arto superiore
e viceversa per i tre yang;
• dalla testa al piede per i tre yang dell'arto inferiore e
dal piede all’addome per i tre yin
• il massaggio del tronco segue il percorso dei meridiani
yang attraverso movimenti discendenti e quello dei meridiani yin con movinenti
ascendenti.
Il
movimento è coordinato con il respiro e segue il flusso energetico
ridotto dalle escursioni respiratorie (si esegue una respirazione addominale);
ad esempio, massaggiando con la mano sinistra i meridiani yin dell'arto
superiore destro (dal torace alla
mano), al tempo stesso espirando l’escursione espiratoria determinerà un
incremento del flusso energetico dall’ascella alla mano rendendo più
efficace lo stesso massaggio.
Questi
esercizi (le ragioni per cui la tradizione raccomanda di eseguirli per otto
volte o in serie di multipli di otto ci porterebbero troppo lontani) sono
molto efficaci nell’attivare la circolazione energetica nei meridiani
principali prevenendo ristagni di energia e sangue; stimolando la circolazione
nei meridiani svolgono anche un ruolo benefico nei confronti degli organi e
visceri; infine è molto importane ricordare gli effetti indotti sulla cute e
sulla superficie ove secondo la medicina cinese circola la weiqi
- energia
difensiva (la pratica di que- sta serie induce una maggiore resistenza nei
confronti della malattie indotte da fattori patogeni esogeni incrementando le
difese immunitarie).
Le tre camminate
Si tratta di
tre esercizi (da ripetere per otto volte o multipli di Otto) che consistono nel coordinare alla respirazione movimenti
delle braccia e delle gambe impostando tre differenti camminate allo scopo di
tonificare ed armonizzare gli aspetti yin e yang del corpo.
• Camminata per stimolare l’energia yin
Inspirando
si porta avanti la gamba sinistra tesa, appoggiando solo il tacco al terreno e
tenendo il peso sulla gamba destra flessa. Contemporaneamente si ruota il
palmo delle mani verso l’alto e si porta la mano destra appoggiata di taglio
di fronte alla vita a sinistra e la mano sinistra dietro la schiena,
all’altezza della vita, con il pollice a contatto con la schiena. A questo
punto si appoggiano a terra anche le dita del piede sinistro e, facendo• un
passo in avanti, si sposta il peso sul ginocchio sinistro flesso mentre le
mani scivolano lungo i lati della vita. Successivamente alzare le braccia
dilato descrivendo un cerchio fin sopra la testa (come se reggessero una sfera
sopra il punto 20VG Baihui).
Espirando
si spinge in basso la sfera davanti al tronco sino al Dantiàn e ci si prepara a svolge re lo stesso movimento con la
gamba destra. Praticando questo esercizio si stimolano in particolare i tre
yin del basso e si riconduce la loro
energia al Dantian
(strutture in cui l’energia yin è particolarmente rappresentata).
• Camminata per stimolare l’energia
yang
Dopo
l’apertura ed il controllo della posizione, si avanza alternando braccia e
gambe: si appoggia a terra il piede sinistro alzando contemporanea mente il
braccio destro sino all’altezza delle spalle con il palmo della mano rivolto
verso il basso mentre il braccio sinistro si sposta indietro (col palmo della
mano rivolto in alto) e viceversa quando si avanza con il piede destro.
Si
appoggia sempre a terra prima la punta del piede ed il suo bordo esterno, poi
il tacco.
L’esecuzione di questa camminata stimola la circolazione
energetico-sanguigna lungo la colonna vertebrale (Du mai) e lungo il meridiano
della vescica urinaria (si tratta di strutture in cui l’energia yang è particolarmente concentrata).
•
Passo «cielo e terra»
Armonizza sia lo yang (cielo)
che lo yin (terra). Inspirando si alza il piede sinistro con le dita orientate
verso sinistra e lo si appoggia davan ti al piede destro; le braccia
descrivono un semicerchio intorno alla vita (il palmo delle mani è appoggiato
sul lato opposto della cintura: mano destra davanti, palmo all’ingiù, a con
tatto di taglio col fianco sinistro; mano sinistra sulla schiena sempre col
palmo in basso, di taglio in contatto col fianco destro).
Contemporaneamente si esegue una torsione del tronco sulla sinistra
flettendo al massimo le ginocchia e lo sguardo si porta all’indietro sul
tallone destro (che non viene mai sollevato da terra).
Espirando si fanno scivolare le mani lungo la vita fino al lato opposto
della posizione precedente e al tempo stesso si esegue lo stesso passo
procedendo con la gamba destra.
La distribuzione del peso sulle gambe e la torsione del tronco garantiscono
una contemporanea stimolazione sia delle strutture yin che di quelle yang.
Ettore De Giacomo